blocco creativo come blocco del processo vitale

Il blocco della creatività rappresenta sostanzialmente il blocco del processo vitale che può paralizzare il sistema psicosomatico di un individuo, provocandogli disagi clinicamente significati e alterazioni del funzionamento in varee aree, quella sociale, relazionale, affettiva e lavorativa. Per C. C. Jung, lo sfondo creativo della psiche risiede nell’inconscio, di conseguenza, quando interviene un blocco creativo, si è venuta a creare una sorta di frattura tra l’io e l’inconscio che bisogna risanare, pena l’instaurarsi di gravi alterazioni psichiche , alterazione dell’equilibrio e del funzionamento psichico globale che possono arrivare a conclamarsi anche in gravi stati dissociativi e psicotici, laddove, potremmo dire, l’inconscio prende il sopravvento,  gli argini si rompono e si verificano delle alluvioni che sommergono la coscienza. Continua a leggere…

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resoconti clinici 1 – parte prima

Da molti anni ormai, come psicoterapeuta, aiuto gli artisti a superare i loro blocchi creativi e i non artisti a cercare dentro di loro la propria creatività. Il problema è più diffuso di quanto non si creda e mi chiamano da molte parti del territorio nazionale. In questo blog, racconterò le loro storie, perché possano servire a molti altri per ritrovare, rispecchiandosi, la speranza.

Inizieremo con la storia di Mario, nome fittizio, per garantire il suo anonimato. Continua a leggere…

creatività e dipendenza 1

La creatività ha a che far con il concepimento, quindi con il movimento, con l’energia che produce quel movimento, con la nascita e lo sviluppo. A proposito di antinomie psichiche, il suo lato oscuro, è la dipendenza che riguarda invece il blocco dell’energia, la stagnazione dell’energia, l’inerzia, lo status quo distruttivo che non permette il cambiamento, la trasformazione. A volte creatività e dipendenza, creatività e distruttività si intrecciano e lo vediamo studiando e analizzando la vita e le opere di artisti che hanno segnato la storia della letteratura, come Jack London, alcolizzato, o lo stesso Dostoevskij, dipendente dal gioco e dall’amore. Secondo Linda S. Leonard, analista junghiana, c’è un’analogia fra i processi che avvengono nella psiche del dipendente e in quella del creativo. [Leonard, L. S., 1991] Scrive l’autrice:

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Creatività e Autorealizzazione

Woody Allen sosteneva che l’80% delle difficoltà per uno scrittore consistono nel mettersi a sedere. Il confronto impietoso con la pagina bianca. L’ansia da prestazione. La paura di non avere niente da dire, oppure, di non riuscire a mantenere lo standard conquistato con il lavoro precedente, fanno in modo che, in certi momenti, chi scrive, e magari lo fa anche per mestiere, evita quel confronto e viene invaso da frustrazione, rabbia e magari anche da alterazioni dello stato dell’umore. Gli stessi problemi possono presentarsi anche a chi inizia per la prima volta. A riguardo è necessario valutare attentamente la situazione specifica. La situazione di chi desidera scrivere e ha in mente il romanzo del secolo ma non si mette mai a sedere per cominciare e si culla con questa idea megalomaniaca, è diversa dalla situazione Continua a leggere…

attaccamentosvilupporelazionesalute

La fiducia in se stessi parte da una base sicura che ci ha sostenuto un tempo e che poi ci ha permesso di volare con le nostre ali